Il lavoro e la legalità sono due elementi strettamente connessi allo sviluppo del nostro territorio, perché entrambi gli elementi sono sintomo di giustizia sociale , dignità, crescita economica e rispetto contro ogni tipo di sfruttamento dell’uomo e delle risorse naturali. Per questo come CGIL Taranto abbiamo chiesto al Comune di Martina Franca di essere parte attiva e propositiva all’interno dell’osservatorio per il riutilizzo dei beni confiscati alla mafia.
Così Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della CGIL di Taranto che nei giorni scorsi, proprio come referente della Camera del Lavoro ha presentato regolare richiesta al Sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano.
“Attualmente dalle informazioni assunte dagli organi ufficiali e da Libera nel territorio di Martina Franca ci sono già 4 immobili che possono tornare ad essere patrimonio condiviso – continua D’Arcangelo – un valore stimato di circa 4 milioni di euro che proprio nella mission dell’osservatorio e dalla legge nazionale devono tornare ad essere valore moltiplicatore di quell’economia buona che deve e può sostenere sviluppo e lavoro, a cominciare dalla grande vertenza tessile che attanaglia ormai da anni il territorio”.
“Ecco perché come CGIL non pensiamo ad un ruolo di mera testimonianza – dice il segretario generale della CGIL di Taranto – ma ad un ruolo di stimolo ed eventuale cooprogettazione pdr il riutilizzo sociale e istituzionale che consenta non solo di sottrarre alla criminalità organizzata spazi e quote di territorio, ma sia in grado di costruire nuove prospettive a cominciare dal tasso di disoccupazione giovanile e femminile”.
Nel frattempo la CGIL di Taranto soggetto attuatore del programma europeo Back in town si è resa disponibile a realizzare percorsi formativi e di stimolo alle politiche attive per il lavoro.