Gli intonaci del soffitto che cadono sui banchi, infiltrazioni d’acqua, travi in evidente stato di deterioramento e ancora troppe barriere architettoniche.
È così che si presenta la sede della città vecchia di Taranto che ospita, al terzo piano dell’antico stabile di corso Vittorio Emanuele II, conosciuto come “la ringhiera”, il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti, il CPIA di Taranto.
Ed è proprio dall’interno di quest’ultimo che arriva la sollecitazione che ha spinto la CGIL di Taranto e la FLC, la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza che si occupa del comparto scuola, a chiedere al Comune di Taranto, al dirigente del CPIA e all’ASL un incontro urgente per discutere delle criticità che riguardano le condizioni di sicurezza di circa 350 persone, tra studenti e personale.
«Quel plesso, simbolo di inclusione sociale e di riscatto culturale, è in evidente stato di abbandono da parte delle amministrazioni competenti – spiega Tiziana Ronsisvalle, segretaria della CGIL di Taranto – e le segnalazioni che ci arrivano rispetto alle condizioni di studio e di lavoro all’interno della scuola che si occupa dell’istruzione degli adulti non ci lasciano presagire nulla di buono».
In realtà, le segnalazioni relative al mancato stato di manutenzione del CPIA costituiscono ormai un vero e proprio fascicolo di solleciti, arrivati nel corso degli anni sul tavolo del Comune di Taranto e su quello degli altri enti competenti in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro: dall’ASL al Prefetto, sia per opportuna conoscenza alla Direzione Generale dell’USR Puglia e alla dirigente dell’Ambito Territoriale di Taranto.
«È chiaro, come testimoniano anche le foto scattate all’interno della scuola, che ogni appello lanciato nel corso degli anni sia caduto nel vuoto. Pertanto, quelle problematiche rischiano di rappresentare la pessima eredità di inefficienze e difficoltà che studentesse e studenti, dirigente, docenti e personale ATA dovranno affrontare anche per l’anno scolastico 2026-2027 – dice Viviana Lusso, segretaria generale della FLC CGIL Taranto».
«Gli interventi ora sono indispensabili – spiega ancora Viviana Lusso – perché la scuola è iniziata e ciò che si sarebbe potuto programmare per tempo è diventato, oggi, un’urgenza conclamata, che rischia di compromettere la salute e la sicurezza di chi quei locali è costretto a viverli quotidianamente».
A tutto questo si aggiungono le condizioni climatiche particolarmente difficili. Gli ambienti, infatti, non sono climatizzati e durante i periodi più caldi si raggiungono temperature che arrivano fino a 38 gradi, condizioni difficili da sostenere quotidianamente per studenti e personale e che determinano un microclima inadeguato rispetto a quanto previsto dalla normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
«Queste criticità devono trovare immediate risposte, in ottemperanza alle norme vigenti in materia di edilizia pubblica e di tutela della salute e della sicurezza – sottolineano le segretarie della CGIL – Eppure, le risorse economiche del PNRR sembravano costituire un’opportunità per l’adeguamento di tutti gli edifici scolastici del Comune di Taranto. Ad oggi, però, non è dato sapere quanto di quelle risorse sia stato impegnato per il risanamento dell’edilizia pubblica».
«Abbiamo più volte chiesto, nel corso degli anni, un incontro che contemplasse una reale ricognizione del patrimonio comunale. È arrivato il momento di dare un cambio di passo, nell’unico interesse delle cittadine e dei cittadini del territorio».