A seguito della richiesta d’incontro dei metalmeccanici sul tema ex ILVA si è svolto questa mattina l’incontro tra il governatore regionale e le segreterie di FIOM CGIL Taranto e CGIL Taranto e Puglia.
Un incontro segnato dal tema dell’urgenza come sempre più spesso accade per lo stabilimento siderurgico tarantino e le sue alterne vicende.
Oggi le risorse economiche messe a disposizione dal Governo rappresentano una coperta troppo corta che rischia di pregiudicare definitivamente ogni ipotesi di futuro dell’ex ILVA – spiegano i referenti CGIL e FIOM.
E il riferimento è alle risorse enunciate da Urso sia in questa fase, sia in quella immediatamente antecedente al cosiddetto “Piano Corto”.
Tutto troppo poco per i referenti della CGIL sia per affrontare le questioni come livelli sicurezza assetti produttivi, manutenzioni, sia per assicurare la cosiddetta transizione economica e sociale.
E mentre ci si attarda nell’individuazione di una soluzione credibile c’è un rischio concreto che possa fermarsi definitivamente la fabbrica.
Così è la CGIL che torna a suonare la sveglia, non solo richiamando ad una debole ricaduta delle risorse del JTF, e al disimpegno di alcune grandi realtà industriali verso il territorio, ma anche sottolineando gli sforzi che come CGIL, CISL e UIL si stanno compiendo nel tentativo di rilanciare la vertenza Taranto nella sua complessità.
La piattaforma “Taranto è Italia” evidenzia i punti deboli ma anche le ipotetiche vie d’uscite ma serve uno sforzo corale – spiegano da CGIL Puglia, CGIL Taranto e FIOM Taranto.
Quando per l’EX ILVA termineranno le risorse annunciate nel corso dell’ultimo incontro MIMIT, tutto tornerà nuovamente a scivolare verso il basso in un vortice che abbiamo il dovere di fermare – spiegano i segretari Francesco Brigati, Giovanni D’Arcangelo e Gigia Bucci, a cominciare da tutto ciò che potrà rallentare la frana sociale: strumenti straordinari , estensione dei requisiti amianto, sostegno alle famiglie.