Giuliana Ermacora e il suo Progetto Donna nei lavori sul tema dell’emancipazione femminile dello SPI CGIL Taranto

4 maggio 1977.
La rivoluzione esiste ed è in in atto, con una dimensione di cui forse si percepisce solo una parte di sviluppo e dell’incidenza, ed i cui effetti se possono apparire deleteri per una parte della società, sono ritenuti salutari e irreversibili per altri…non possiamo non essere attenti a questo grosso fenomeno rivoluzionario che piaccia o no, costituirà molto probabilmente il segno di un’epoca contraddittoria e scomoda, ma indubbiamente significativa”.
Così Giuliana Ermacora, intellettuale, instancabile direttrice del CRSEC TA52, il Centro regionale servizi educativi e culturali di Taranto, parlando del tema Donna che proprio negli anni ‘70 conquistava un dibattito politico e culturale su questioni delicate come conquiste sociali, riforma del diritto di famiglia e infine aborto.
Partendo da questa figura ancora poco indagata che a metà degli anni ‘70 “inventò”, tra le altre cose, la prima consulta sul tema dell’emancipazione femminile a Taranto, è stata dedicata la seconda giornata che lo SPI CGIL territoriale dedica a “Donne protagoniste. La memoria parla al futuro”.
La giornata di approfondimento sulla tematica dei “Divari di genere in ambito sociale”, si è svolta nella sala ISTEI sulla strada per Martina Franca al Quartiere Paolo VI.
Dopo l’introduzione del segretario generale dello SPI CGIL, Paolo Peluso, la mattinata si è sviluppata tra racconti e testimonianze collegate a Giuliana Ermacora e l’esposizione della valenza culturale e sociale del “Progetto Donna” e dell’ambizione della direttrice del CRSEC di proporre il modello dell’ “opinione femminile” anche nel contesto istituzionale tanto da riuscire a strappare un impegno al sindaco dell’epoca Giuseppe Cannata.
Le testimonianze sono arrivate dalla giornalista Maristella Bagiolini, dalla scrittrice e ricercatrice, Concetta Maffei, dall’attore Giovanni Guarino e dall’operatore culturale Piero Aresta.
Sui divari sociali di genere e le ricadute sulla comunità hanno parlato invece Antonella Candito, segretaria dello SPI CGIL di Taranto, don Antonio Panico, direttore della LUMSA Taranto, ed Eva Santoro della segreteria regionale dello SPI Puglia.
Ha concluso i lavori il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo.