A Lizzano, in provincia di Taranto, oggi c’erano 38 gradi all’ombra. Sotto il sole invece molti di più e a ben poco servivano ventagli e bottigliette d’acqua per fronteggiare la calura a cui tutti i giorni sono sottoposti, invece, le cittadine e i cittadini-utenti del locale ufficio postale.
La situazione è così dallo scorso febbraio, con operatori costretti in un piccolo container, a causa di lavori di bonifica della sede in via Pasubio, e cittadini in fila davanti a quel prefabbricato senza la possibilità di sedersi o resistere alle intemperie
“Poste Italiane deve rivedere la sua comunicazione perché in Puglia dove gira gli spot natalizi qualcosa gli è sfuggita di mano perché è disumano costringere centinaia di persone, spesso anziani o fragili, a fare la fila per strada e sotto il sole con il rischio concreto che per qualcuno di loro un colpo di calore possa essere fatale” – dichiara il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo.
La CGIL con le categorie SLC e SPI ha già chiesto una interlocuzione con Poste, ma anche con la stessa amministrazione comunale di Lizzano, ma l’appello sembra essere caduto nel vuoto.
“Sappiamo di imminenti chiusure per bonifiche anche per altri uffici postali della provincia di Taranto – spiega Tiziana Ronsisvalle, segretaria generale della SLC CGIL – ma resta incomprensibile il mancato dialogo con la società Poste Italiane e l’indifferenza dell’amministrazione comunale di Lizzano che avrebbero potuto chiedere maggior rispetto per i propri concittadini”.
Il problema dell’utenza si intreccia con quello dei lavoratori, costretti anche loro passivamente a subire questa decisione.
“Comprendiamo la necessità di ristrutturare per rendere i locali anche più sicuri, – continua D’Arcangelo – ma questa non è una soluzione, perché oltre il caldo c’è la vulnerabilità di luoghi in cui le pensionate e i pensionati ad esempio vanno a ritirare la loro pensione restando alla mercé di chi passa e non solo degli agenti atmosferici”.
“Seguiamo con attenzione la vicenda perché come sindacato pensionati abbiamo ricevuto altre segnalazioni per il rischio di chiusura anche dell’ufficio postale di Palagianello – dice Antonella Candito, segretaria dello SPI CGIL – crediamo vada pertanto individuata una soluzione più idonea per garantire luoghi idonei, sicuri e protetti per tutti: lavoratrici e utenza”.
“Soluzione più idonea la SLC CGIL la rivendica anche per i tre portalettere della zona che per via della chiusura dell’ufficio di Lizzano, sono trasferiti nella sede tarantina di Talsano – sottolinea Paola Palumbo della SLC CGIL Poste – e che ora tutte le mattine sono costretti prima a prendere servizio a oltre 20 chilometri di distanza e poi raggiungere il luogo di consegna della posta”.
In fila questa mattina prevalentemente anziani. Alcuni armati di piccoli thermos, altri alla ricerca di ripari d’ombra di fortuna o protetti dal fresco del gazebo che la CGIL ha voluto comunque installare fuori dall’ufficio provvisorio.
“Questo è un luogo in cui è necessario rivendicare il rispetto delle persone e dei diritti – continua D’Arcangelo – per questo abbiamo deciso di montare il nostro gazebo per la raccolta di firme a sostegno delle due leggi di iniziativa popolare su sanità e appalti proprio qui. L’ombra e il refrigerio che siamo riusciti a portare vale doppio, ma Poste deve rispondere prima che l’indifferenza e l’insipienza dimostrata fino ad ora producano danni ancora più gravi”.