8 MARZO NON SOLO SIMBOLISMI. E IL 9 MARZO LA FILCAMS INDICE LO SCIOPERO FEMMINISTA

“Non possiamo limitarci alle celebrazioni simboliche dell’8 marzo. Con i suoi provvedimenti, il Governo sta provando a determinare un grave arretramento nei diritti delle donne, che si aggiunge ad una preoccupante regressione culturale sui temi di genere. Continueremo a denunciare con forza ciò che accade e continueremo a lottare. Le donne non vogliono ‘regali’ che riducono diritti e tutele, vogliono più diritti, più libertà, più uguaglianza”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione.

La dirigente sindacale sottolinea che “sono diversi i provvedimenti che sollevano forte preoccupazione. A partire dal disegno di legge sullo stupro, che introduce elementi di pericolosa regressione culturale e giuridica rispetto al principio fondamentale del consenso libero e attuale, conquistato attraverso anni di battaglie civili e giuridiche. A questo si aggiunge la proposta di eliminazione delle consigliere di parità regionali, figura essenziale per la tutela dei diritti delle lavoratrici e per il contrasto alle discriminazioni nel lavoro. Si tratterebbe di una scelta grave, perché sottrarrebbe alle donne un presidio istituzionale fondamentale proprio mentre persistono disuguaglianze profonde nel mercato del lavoro”.

“Non meno preoccupante – aggiunge Ghiglione – è il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale, che rischia di trasformarsi in un’occasione mancata: invece di rafforzare gli strumenti per contrastare il divario retributivo tra uomini e donne, il Governo sceglie di indebolire la direttiva europea, escludendo dai benefici della trasparenza salariale interi settori, applicandola solo alle aziende sopra i 100 dipendenti e impoverendo il ruolo delle organizzazioni sindacali e della contrattazione”.

Per la segretaria confederale della Cgil “questi segnali, messi insieme, delineano un quadro allarmante: mentre le donne continuano a pagare il prezzo più alto della precarietà, del divario salariale, della difficoltà di conciliare lavoro e vita, e della violenza di genere, si mettono in discussione strumenti e principi che negli anni hanno rappresentato passi avanti importanti. Per questo l’8 marzo non può essere una giornata di retorica. Deve essere una giornata di consapevolezza, denuncia e mobilitazione. I diritti delle donne – conclude Ghiglione – non sono concessioni, sono conquiste costruite con lotte collettive, e continueremo a difenderli e ad ampliarli con la stessa determinazione”.

Intanto anche la FILCAMS CGIL Taranto aderisce allo SCIOPERO FEMMINISTA nazionale dedicato alle donne che lavorano in precariato, quelle con bassi salari o quelle che non riesco a trovare occupazione.

Lo sciopero per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore terziario sarà il prossimo 9 marzo.

A Taranto, come nel resto dell’Italia, le donne guadagnano molto meno dei colleghi uomini.

Dal nostro osservatorio il dato è macroscopico”– dice Daniele Simon, segretario generale della FILCAMS CGIL Taranto, il sindacato che si occupa delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario, commercio e servizi.

Nel commercio, ad esempio, a Taranto e provincia (fonte Rendiconto INPS – ndr) a fronte di una paga media giornaliera lorda di circa 50 euro per le donne, i colleghi maschi nello stesso settore ne guadagnano 74. Differenze si registrano anche nel settore della ristorazione dove una donna riceve un salario orario lordo di poco più di 40 euro, mentre gli uomini ne ricevono quasi 53. Non va meglio nel saldo assunzioni – dice Serena De Siena, segretaria provinciale della FILMCAS TarantoNel 2024 le assunzioni maschili sono state di quasi 25mila unità, mentre le donne (con picchi soprattutto nei contratti a tempo determinato e stagionale) superano di poco quota 16mila”.